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Il Paesaggio

Si segnalano, di seguito: lo scoglio, detto “Tavola di Baeli”; le “Grottazze”; lo “Scoglio della Bruca”; lo “Scoglio della Bambina”; il “Puntuneddu”; la “Grotta di Gamba di Donna”. Tutte forme scolpite dalla natura. 

Nel tratto iniziale della costa della Baronia, ad una certa distanza dalla terra, il Piaggia segnala: il “Ponte delle scale”, un lungo scoglio per metà a secco e per metà immerso tra le onde; la “Grotta del Milordo”; la “Spiaggia de’ Brignalori”; lo “Scoglio della Padella”, cosiddetto perché, durante le mareggiate, l’acqua intorno allo scoglio appare come friggere; lo sporgente “Ponte Cirucco”, da cui si apre un’insenatura non molto profonda che culmina con “Punta Mazza”. 

Più avanti, lo scoglio del “Missinisottu”, è un semibacino, detto Mare-Morto, denominato dal Camilliani “Cala del Bronziere”. 

Superato il Capo, ci si rivolge ad ovest dove il promontorio si protende sull’acqua esponendo una discesa che connette il Piazzale di S. Antonio alla Chiesa omonima: una grotta, che avrebbe ospitato S. Antonio di Padova, e trasformata, in seguito, in luogo di culto e meta di pellegrinaggi. Nella baia del Tono, inoltre, si trova la Grotta Polifemo, che secondo la leggenda fu abitata dal mitico Ciclope. 

La multiformità della costa è il dato di grande interesse della Penisola di Milazzo. La costa ovest si distende e si snoda lungo una spiaggia orizzontale continua che procede verso Tindari, abbracciando il Golfo di Patti; mentre il resto del Promontorio si presenta come un sistema roccioso molto variegato, interessato da isolate e ripide calette a mare, e si protende verso il Golfo di Milazzo.Soprattutto nella parte estrema, che va da Punta Mazza a Punta del Tono, in cui è compresa l’area della Baronia Lucifero, esistono delle significative variazioni della morfologia del suolo e dei fondali.Ciò consente una tale differenziazione delle specie animali e vegetali, difficilmente rintracciabile in un’area così concentrata.

Sotto tutela sono alcune specie indicate dalla Soprintendenza di Messina, che le ha elencate nella Declaratoria n°4906 del 31-12-92. Sul Promontorio del Capo, si trova in forma discontinua una grande varietà di cespugli che cresce in forma spontanea, ne citiamo alcuni: la ginestra spinosa (Calicotome villosa), l’euforbia arborescente (Euphorbia dendroides), l’artemisia arbustiva (Artemisia arborescens), il cappero (Capparis spinosa), il garofano (Dianthus rupicola), la vedovina delle scogliere(Scabiosa cretica), la finocchiella di boccone (Seseli bocconi), il radicchio di scogliera (Hyoseris taurina)

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